The French illustrator, Stéphane Massa-Bidal (aka Hulk4598, or Rétrofuturs) had just finished his latest serie for the year 2009. Some covers interpretations for webservices, in A2, A3 & A4 posters.
Archivio Autore di william_perry
guanti.
se guardo fuori, vedo la pioggia. mi avvicino le dita alla bocca. sono fredde, andare fuori a fumare con questo tempo è una sfida.
c’è che ultimamente il modo più veloce per scaldarsele, o per lo meno per non sentire freddo, sono stati copiosi Long Island.
e sai che c’è? c’è che la gente si scalda tenedosi per mano.
e poi è inverno, è freddo. sempre. se esce il sole mi faccio dare qualche bacio, ma non mi basta. son freddolosa.
c’è che certe persone continuano ad attirare la mia attenzione. involontariamente. e si appropriano di parte dei miei pensieri.
il cielo è grigio, per la maggiorparte del tempo. piange. ma quando sorride è stupendo. stiamo bene insieme, io e il cielo. ci capiamo.
se permetti, ragazzo, vorrei ballare con te.
Terry RICHARDSON. be terrific.
Terry Richardson is an international celebrity as well as one of the most prolific and compelling photographers of his generation. Known for his uncanny ability to cut to the raw essence of whomever appears before his lens, Mr. Richardson’s vision is at once humorous, tragic, often beautiful, and always provocative.
Born in New York City and raised in Hollywood, Terry began photographing his environment while attending Hollywood High School and playing in a punk rock band. And he hasn’t stopped shooting since. Terry has lensed campaigns for such clients as Gucci, Sisley, Miu Miu, Chloe.
His editorial work has appeared in magazines such as French Vogue, British Vogue, i-D, GQ, Harper’s Bazaar and Purple, and his impressive list of subjects includes Daniel Day Lewis, Leonardo DiCaprio, Vincent Gallo, Tom Ford, Jay Z, Kanye West, Johnny Knoxville, Karl Lagerfeld, Pharell Williams and many others.
Terry’s work has been the subject of numerous group and one man shows throughout the world, and he has published a selection of books, throughout the world, and he ha published a selection of books, beginning with Hysteric Glamour in 1998, and stretching through his career until his most recent work, a retrospective from Taschen, entitled Terryworld 25th Anniversary Edition.
Terry’s work spans a variety of mediums: he has shot music videos and commercials and is currently working on his first feature film.
Whatever the medium, Terry Richardson continues to prove that he is a true American Original.
Non posso non ricordare che questo bell’omino è l’autore degli scatti per il Calendario Pirelli 2010. Una settimana di shooting improvvisati fino alle due del mattino, perché lui lavora così: come e quando gli pare. Scatta mentre mangi, mentre dormi, e può capitare che ti chieda gentilmente di sdraiarti in una pozza di fango che l’ha colpito mentre ci passava accanto con il fuoristrada.
POSTER series. popular TV SHOWS
this is a personal project / non commercial use designed by Albert Exergian. follow on Tumblr
li trovo geniali. ci ricoprirei le pareti con alcuni.
the other side of VINTAGE.
trovo sempre interessante scoprire che una cosa possa X può avere un numero potenzialmente infinito di interpretazioni.
oggi ho fatto la cameriera agggggratis con un gruppo di amici. ad un certo punto parte uno di quei discorsi che, quando poi ci ripensi, non riesci a capire come sia potuto iniziare.
il discorso era sul vintage. io non la so la definizione “tecnica” di questo termine (e a quanto pare non la sapeva nessuno) ma, bene o male, ci siamo espressi: a me piace, a me così così, a me non cambia nulla.
ed ecco “la signora”. essere umano di sesso femminile, molto probabilmente nata a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60 -così a occhio-, non vecchia quindi, ma che comunque vede quello che noi consideriamo vintage come la normalità. la moda (vera e propria) della sua gioventù.
ebbene, questa signora ad un certo punto fa: “bah, vintage vintage, non so nemmeno come si dica. è francese o inglese? io vi dico solo che, sì, c’è chi li chiama “vintage” sti vestiti, ma io li chiamo vestiti “da soffitta”. quelli che metti via -o riscopri- al cambio di stagione. perchè, vanno di moda? volete dirmi che io ORA mi vesto alla moda?”
si, lei è semplicemente divina per come si veste, signora.

[occhiali Errebi datati '60-'70. più '70 per via del tartarugato - The Wonderful Vintage Market (Udine) - A.N.G.E.L.O. stand]
Karl LAGERFELD. tokidoki toy
‘I am very flattered that I became a tokidoki, I always loved them and I am happy to be one of them’

non vado pazza per il buon Karl. sì per quando riguarda la moda, no per determinate cose che dichiara. ma non starò qui a scrivere cose noiose.
il 15 di novembre 2009 sarà possibile acquistare la figure di Karl Lagerfeld (10″ – 129euro). il toy è carino. ahahaha è uguale a lui.
forse mi piace un bel po’ perchè amo tokidoki e Simone Legno. eeeh già. è tutto così adorabile **
beh, che dire. sicuramente i 1.000 pezzi verrano fatti fuori in poco tempo, quindi se lo volete impegnatevi! in bocca al lupo per chi lo desidera tantotantotanto.
uh. p.s. LA Flagship Store opens at 12th dicembre 2009. 7965 Merlose Ave. io fossi a LA ci andrei.
l’acqua e il caffè.
lo sappiamo tutti, fare il caffè senza l’acqua è impossibile.
all’inizio volevo fare io il caffè, era più figo. sarei stata la parte più forte. tu, invece, saresti stato l’acqua. non in senso negativo, semplicemente mi piaceva l’idea che tu, senza di me, non avresti avuto alcun sapore.
oggi ti faccio fare la parte del caffè. dai, fai tu quello figo. io voglio fare, volontariamente, l’acqua. voglio essere quella più debole, quella un po’ insapore. quella che però, dal mio nuovo punto di vista, ti è indispensabile.
se non ci sono io, non ci sei tu.
mi piace vederla così.
DARYL BANKS. up to you.
here we go after the break, welcome back ladies and gentlemen with a new artist/photographer. his name is Daryl Banks.
these are some of his recent works. dando un’occhiata alle sue foto trovo siano molto interessanti.
va da botte di colore molto vivaci.

passa dai colori tenui e neutri.

all’accostamento di colori complementari. questi scatti in particolare fanno parte della serie Crinoline Flowers.

l’impostazione moda si nota molto. il suo è un tentativo di attraversare i confini tra moda e arte. certo è che moda e arte possono essere sì considerate due cose vicine, ma non quando si parla di scatti commerciali dove è il prodotto che deve essere al centro dell’attenzione, e non l’estro e lo stile troppo personale del fotografo (a meno che non si parli di nomi davvero importanti).
ammetto che quest’ultima possibilità non mi dispiace affatto, ma ovviamente gli ambienti, commerciale ed artistico, hanno fini completamente diversi.
TIM BURTON, welcome to MOMA.
Eventually! Tim Burton al MOMA a New York (qui la pagina dell’exhibition).

dal 22 novembre al 26 aprile 2010, il museo di arte moderna più famoso d’America ospiterà oltre 700 tra disegni, storyboard, dipinti realizzati in quasi trent’anni di carriera. le opere sono concepite come tali e non come materiali preparatori ai suoi film.


la tecnica è la sua, potrebbero sembrare solo schizzi, in realtà non lo sono.
…e facciamo anche che me la tiro nera: ad aprile dovrei volare a NYC e se non ce la facessi sapere che mi potrei perdere pure la mostra del buon Tim (inversamente potrei dire: vado a NY e mi becco pure la mostra! wow!), beh un po’ mi tira il culo.
questo è lo spot realizzato per la mostra.
The HILLS are made of MONEY.
non è uno scandalo guardare The Hills su MTV.
ammetto che non sono stata costante nella visione degli episodi, ho recuperato ultimamente.
perchè lo guardo? ogni telefilm ha un motivo per essere guardato; (questi Telefilm sono quelli che interessano a me -sperando di beccarli quasi tutti- e sono in ordine alfabetico):
è un po’ come quando si guarda Alias per Jack Bristow, Ally McBeal per Fish e i trip, A-Team per il tenente Templeton “Sberla” Peck e il sigaro di Hannibal, Baywatch/Baywatch Australia per le tette -tutti lo guardavamo per le tette, Beautiful per Spectra e i cattivi, Beverly Hills 90210 per Dylan, Buffy per Angel e Rupert, Californication per le figure di merda di Hank Moody, Colombo per -a causa di- mia mamma, CSI – Scena del Crimine per Nick Stokes, CSI:Miami per Horatio Caine, CSI:NY per Danny Messer, Dawson’s Creek per i maglioni della Potter, Pacey e i capelli di Dawson, Dexter per Dexter Morgan, Dr. House per la mazza di Dr. House, E.R. per Ross prima e per Carter poi, Flipper per il Dott. Keith “Bud” Ricks, Friends per Chandler e gli appartamenti, Genitori in blue jeans per Jason (il papà di Robin Thicke) e Mike, Greek per Evan Chambers, Grey’s Anatomy per Mc Steamy, Happy Days per Ralph Malph, ovviamente per Fonzarelli e per il sergente della Signora in Giallo, Hope&Faith per le figure di merda di Faith Fairfield, Il mio amico Ultraman per le bombolette e Andrew, J.A.G. per Harmond Rabb, Kebab for Breakfast per i coniglietti, La Tata per il ciuffo bianco di Maxwell Sheffield, il marsupio di Yetta e la cattiverie di Niles, Less Than Perfect per Jeb Denton, Little Britain per Margareth, Lolle per Sven Ehlers, MacGyver per gli infiniti modi di usare un coltellino svizzero -altro che usarlo per andare a funghi, Magnum P.I. per le camicie di Tom, Miami Vice per Don (quand’era bello), NCIS per Jethro Gibbs e Tony DiNozzo, Nip/Tuck per Christian Troy, The O.C. per la droga, i vestiti, i posti e la vita facile, Pacific Blue per il Ten. Anthony Palermo, Pappa e Ciccia per Darlene, Power Rangers per quello rosso -Jason Lee Scott- l’attore fa film porno-gay ora da quello che so, Reaper per il Diavolo, Relic Hunter per Nigel Bailey e per vedere loro due che si baciano, I Robinson per Cliff e Denise, Roswell per Michael Guerin, Scrubs per Bob Kelso, Settimo Cielo per Matt Camden prima e per Ben e Kevin Kinkirk, Sex and the City per Big, la sigla e la City, La Signora in giallo per i vestiti di Jessica e i suoi sguardi per Amos, Six Feet Under per la sigla e la puzza di morto, Starsky e Hutch per la macchina e il loro guardaroba, Super Vicki per Ted e Joan, Tequila e Bonetti per il Detective Bonetti, The Big Bang Theory per Sheldon quando bussa alla porta di Penny, Walker Texas Ranger per la sigla -e basta-, Will&Grace per la cattiveria di Karen Walker (ringrazio chi ha composto la sigla perchè è da anni la mia suoneria), Willy il Principe di Bel Air per Carlton Banks, X-Files per Fox Mulder, Xena – Principessa Guerriera per le scene in cui ballano.
arriviamo a The Hills, scintilla che ha fatto sì che scrivessi questo post. io e Ilary ci scervelliamo cercando di capire perchè queste giovincelle e questi giovincelli fanno quella vita. alcuni lavorano ma perchè è sempre per qualcosa di fighissimo ed è sempre per finta? come fanno a far perdere tempo alla gente così spudoratamente?

pagandoli così:
Lauren Conrad – $125,000 per episode (her contract also stated that nobody on The Hills could make more than her)
Kristin Cavallari – $90,000 per episode
Heidi Montag – $100,000 per episode
Audrina Patridge – $100,000 per episode
Lauren “Lo” Bosworth – $100,000 per episode
Spencer Pratt – $65,000 per episode
Brody Jenner – $45,000 per episode
(fonte)
non lo sapevo quanto prendessero. non che mi cambi qualcosa saperlo, ma ora ho capito quanti soldi girano. non capisco le critiche, come se prendessero solo loro così e solo loro non facessero un cazzo dalla mattina alla sera.
dai, non mi dispiace. è fondamentalmente il sogno di un sacco di persone. loro lavorano nella moda e organizzano eventi a Hollywood, a me personalmente non dispiacerebbe affatto farlo. in linea di massima non son manco belli e maledetti (apparte Justin), son belli e basta. non sono interessantissimi nè sotto il punto di vista caratteriale nè per le vicende di cui sono protagonisti, la cosa incuriosisce un po’ perchè fatto in modo da sembrare la vita loro, stile reality show. un po’ di lacrime, qualche Chanel regalata per il compleanno e il pubblico è rapito.
non sono pronta per il cambio di protagonisti, vi avverto. sono una che si affeziona e il cambiamento su queste cose mi turba.
ah, Lauren, sei la migliore di tutte. tu e Whitney.






























































