this is a personal project / non commercial use designed by Albert Exergian. follow on Tumblr
li trovo geniali. ci ricoprirei le pareti con alcuni.
this is a personal project / non commercial use designed by Albert Exergian. follow on Tumblr
li trovo geniali. ci ricoprirei le pareti con alcuni.
‘I am very flattered that I became a tokidoki, I always loved them and I am happy to be one of them’

non vado pazza per il buon Karl. sì per quando riguarda la moda, no per determinate cose che dichiara. ma non starò qui a scrivere cose noiose.
il 15 di novembre 2009 sarà possibile acquistare la figure di Karl Lagerfeld (10″ – 129euro). il toy è carino. ahahaha è uguale a lui.
forse mi piace un bel po’ perchè amo tokidoki e Simone Legno. eeeh già. è tutto così adorabile **
beh, che dire. sicuramente i 1.000 pezzi verrano fatti fuori in poco tempo, quindi se lo volete impegnatevi! in bocca al lupo per chi lo desidera tantotantotanto.
uh. p.s. LA Flagship Store opens at 12th dicembre 2009. 7965 Merlose Ave. io fossi a LA ci andrei.
here we go after the break, welcome back ladies and gentlemen with a new artist/photographer. his name is Daryl Banks.
these are some of his recent works. dando un’occhiata alle sue foto trovo siano molto interessanti.
va da botte di colore molto vivaci.

passa dai colori tenui e neutri.

all’accostamento di colori complementari. questi scatti in particolare fanno parte della serie Crinoline Flowers.

l’impostazione moda si nota molto. il suo è un tentativo di attraversare i confini tra moda e arte. certo è che moda e arte possono essere sì considerate due cose vicine, ma non quando si parla di scatti commerciali dove è il prodotto che deve essere al centro dell’attenzione, e non l’estro e lo stile troppo personale del fotografo (a meno che non si parli di nomi davvero importanti).
ammetto che quest’ultima possibilità non mi dispiace affatto, ma ovviamente gli ambienti, commerciale ed artistico, hanno fini completamente diversi.
Eventually! Tim Burton al MOMA a New York (qui la pagina dell’exhibition).

dal 22 novembre al 26 aprile 2010, il museo di arte moderna più famoso d’America ospiterà oltre 700 tra disegni, storyboard, dipinti realizzati in quasi trent’anni di carriera. le opere sono concepite come tali e non come materiali preparatori ai suoi film.


la tecnica è la sua, potrebbero sembrare solo schizzi, in realtà non lo sono.
…e facciamo anche che me la tiro nera: ad aprile dovrei volare a NYC e se non ce la facessi sapere che mi potrei perdere pure la mostra del buon Tim (inversamente potrei dire: vado a NY e mi becco pure la mostra! wow!), beh un po’ mi tira il culo.
questo è lo spot realizzato per la mostra.
His name is Elbow-Toe. ed è l’ennesima scoperta per me.
fa parte del Wooster Collective, una grande crew di Soho che si prodiga per la libertà nella street art. street art, l’arte nei luoghi pubblici. spesso illegale. non parlo di imbrattare muri, parlo di arte (che ha comunque un significato troppo vasto).
a livello tecnico si serve normalmente della xilografia, dello stencil e realizza grandi disegni con la carbonella. utilizza gli spazi pubblici come palcoscenici per mettere in scena momenti privati. è uno stile unico, decisamente poco invasivo.
citazioni tratte dalle favole per bambini, titoli ad effetto e quasi concettualmente elaborati.
queste cose mi colpiscono. sono arte, ed è l’arte che “sta bene” con la città. ci convive e mi rende paranoica, perchè molte volte non si fa notare e solo un buon occhio la riconosce.
che la caccia al tesoro abbia inizio.
l’ho scoperto con Zachary Quinto. e da li non l’ho più lasciato. mi piace leggere il suo blog, non ci scrive granchè, ma sono pezzi di vita e li ritengo importanti. sì per farmi i cazzi suoi.
li conclude tutti con una domanda. prima o poi rispondo pure io.
per ora vi agevolo le ultime foto sue che mi hanno colpito, sono ambigue e allo stesso tempo divertenti. secondo me.
non voglio commenti scadenti sui richiami sessuali.
il suo portfolio è molto interessante e vi invito a dargli un’occhiata.
la fotografia è già una tecnica affascinante per conto suo, vedere in quanti modi può essere utilizzata, manipolata e modellata è assolutamente fantastico.lui è molto particolare, a tratti strano -se strano me lo passate come termine.
foto come queste qui sopra, come ritratti di modelle stratosferiche, come di paesaggi wannabe incantati, come di qualsiasi cosa vogliate e rispecchi i vostri gusti estetici, hanno qualcosa di speciale che le rende belle al nostro sguardo (anche se uno può essere più o meno sensibile alla bellezza). non c’è qualcosa di bello o brutto in maniera assoluta. emmenomale.
aspiranti fotografi (se è una passione, un pò come la mia) ci vuole occhio. la frase “son tutti capaci a -fare- una foto così” è fastidiosissima. non è vero.
Tyler Shields è un fotografo professionista di LA conosciuto per i suoi lavori in campo pubblicitario e per le numerose collaborazioni con personaggi noti.
ultimamente ha scattato delle foto a Zachary Quinto, star di Heroes. queste:
gli scatti fanno parte del nuovo libro dell’artista “The Dirty Side of Glamour”.
Shields dice: “Zachary Quinto is one of the most amazing people I have ever worked with! You may know him from Heroes or Star Trek but I know him in a whole different kind of way, not only did we climb to the top of a bridge that is being built we did all kinds of other crazy things all in the name of art and I can honestly say Zach is a true artist! Normally I will release 1 or 2 photos today I have 3 and a video all in one blog! If you are a fan of Zachary Quinto make sure you check back for more because I have so many insane shots of him I could do a gallery just on him already…”
dal sito.
nel video l’espressione di Quinto è inquietante. molto interessante.
la canzone è “Without Light” dei Plushgun.
vi ho già detto che adoro il latte? “io porto i biscotti Zachary! tu porta te! mmmh, no spetta, anche un po’ di latte magari!”
ho scoperto un nuovo artista da seguire. non lo conoscevo. sono piacevolmente sorpresa.
potere trovarlo anche su Twitter.
“Awakened”

In “Awakened” LaChapelle presents us anonymous and common people playing the role of biblical characters Jonah, Jesse, Judith, Sarah -, immersed in water, in a levitating state. The beautiful illumination, their expressions, the wightlessness of the clothes, all that contributes to introduce the viewer into a welcoming mystical dimension. These works confirm a deep emotional involvement regarding trascendent themes, the presence of the divine in the daily life and the idea of the sublime.
from photo.box.sk
“Heaven to Hell“

(Pieta with Courtney Love)
This section takes its title from the artist’s latest book, published by Taschen, which concludes the trilogy that began with LaChapelle
Land, 1996, and Hotel – LaChapelle, 1999. It presents a series of three photos dealing with the theme of everyday death scenes in contrast to the most famous of all death scenes, the Pieta. LaChapelle portrays the death of an average man in the arms of an average woman in the position of this religious scene repeated countless times throughout in art history.
from lachapelle.it
“Recollections in America“

from artnet.com
These photos from the seventies show groups of friends meeting up for family parties and other occasions. LaChapelle’s manipulation of the photos analyzes ironically the American middle class and its own values.
from lachapelle.it
“Deluge“

(Cathedral)
The most recent works of David LaChapelle are exhibited in this section. Deluge, inspired by The Deluge painted by Michelangelo for the Sistine Chapel, is a criticism of the consumer race, the decline of such universal values as kindness and empathy, and the growing attachment to material goods. In Museum, the art system and the idea of art ownership is the object of LaChapelle’s criticism; in Cathedral he denounces the loss of spiritual value and finally in the Awakened series LaChapelle affirms that the road to universal rebirth passes through individual destiny.
from lachapelle.it
“Star System“

(Hi Bitch and Bye Bitch with Paris Hilton) and her cameltoe.
For every famous person, their public image is their most important visiting card. LaChapelle knows this very well and aims at capturing this aspect in order to describe, exuberantly and wickedly, their narcissistic nature and their exhibitionist attitude. Normality is simply out, and every type of excess is in.
from lachapelle.it
inoltre c’erano i backstage della realizzazione di “Deluge” e “Pieta”. geniale.
more on lachapelle.com
abbiamo cercato di arrivare in stazione il più presto possibile. all’entrata: fila che faceva paura, ovvio. scendo dall’auto e vado a fare i biglietti, Diego va a trovare parcheggio. il tizio trova il treno e mi fa: “i posti ci sono solo in prima classe” . “cazzo” . “anzi no, sul primo treno non avete neanche i posti assicurati” . partire dovevamo partire, quindi dico che vanno bene quelli. Diego mi chiama che non trova parcheggio, no buono. 5 minuti prima che il treno arrivasse lo trova. corriamo al binario.
saliamo sul primo treno, rimaniamo seduti per 20 minuti, poi ci dobbiamo alzare. è strano quando non hai i posti prenotati. hai l’ansia perenne e ogni volta che qualcuno si avvicina tu sei già pronto per alzarti. ma ci sono sempre i pirloni che non si ricordano il loro posto. ti passano vicino, proseguono oltre e tu pensi: “nessuno in piedi dopo l’ultima fermata! fiù, fino alla prossima sto seduta! ahahah, no! perchè il pirlone torna indietro e legge minaccioso i numeri sui posti, controlla il biglietto, ti guarda, sorride e prima che apra bocca tu gli dici: “si, ora me ne vado”.
il viaggio quindi continua in piedi fino a Bologna. per parlarci urlavamo come pazzi, ma ce l’abbiamo fatta.
come sempre in treno incontri le persone più strane. ti fanno sorridere, ma molto probabilmente anche tu fai sorridere loro, in qualche maniera.
a Bologna andiamo a fare colazione. prendiamo il treno, ora siamo in prima classe su un EuroStarqualcosa. più tranquilli di così. la scena è stata questa: i posti che avevamo non erano uno di fianco all’altro, bensì uno davanti all’altro. dico a Diego che evetualmente potevamo fare a cambio con qualcuno. in quell’istante vedo un ragazzo bellissimo avvicinarsi con il fare della persona che cerca il suo posto descritto poco fa: si affianca al mio. dico a Diego: “…solo se” (il mio pensiero era: ci spostiamo solo se il posto del belloccio non è proprio quello di fianco a me). il posto era proprio quello. guardo Diego e gli faccio: “va beh dai è uguale no?”
durante tutto il viaggio Diego mi ha continuamente inviato messaggi in cui mi spingeva a toccarlo e a far cadere qualcosa a terra per ricreare una ipotetica scena da film. io ridevo da sola leggendoli. ho fatto la figura della pazza.
sbarchiamo e chiediamo subito informazioni per via della Scala, non si sa mai che tra destra e sinistra andiamo dalla parte sbagliata.
passeggiatina, pranzo, caffè, passeggiatina.

il sole picchiava un sacco e Diego preso da un raptus mi ha tolto sciarpa e maglioncino che mi ero arrotolata al collo.
stavo meglio effettivamente.

già stremati arriviamo alla mosta e ci illuminiamo. bellissima. vedere dal vivo le foto fatte da LaChapelle, per la seconda volta tra l’altro, è stato emozionante. ma proprio un sacco. per sapere quello che c’era da vedere alla mostra potete andare qui.
tutto il resto è mezzo litro di cappuccino, un panino al volo e taaanto sonno. ah! e soprattutto nei due secondi in cui Diego si è allontanato da me mi si è fatto vicino un “pazzodastazionedeitreni” che mi ha chiesto una sigaretta. era brutto e sporco, gli ho dato quella che stavo fumando io, ma non se ne andava. mi si faceva sempre più vicino e mi parlava. per fortuna è arrivata una tizia delle ferrovie e l’ha allontanato. in contemporanea un poliziotto l’ha preso per la giacca e l’ha portato via. O_O ho la calamita? potrebbe essere.


dovevamo partire in 6 ma diverse sfide ci hanno provati nonchè decimati.
siamo sopravvissuti solo io e Diego.
e proprio noi, oggi, ce ne andiamo a Firenze prendendo il treno che parte da Pesaro alle 08:52 per arrivare a destinazione alle 12:23.
perchè non voglio lasciarmi scappare una mostra di LaChapelle, non un’altra volta.
vi saprò dire.
di una cosa sono sicura. piangerò, piangerò tantissimo.

David LaChapelle – Cathedral