Se, e dico SE, mi ritrovo ad entrare da Pretty White in centro a Pesaro, non vuol dire che ho un figlio ma che c’è una campagna che mi ha colpito particolarmente.
Sapete qual è? Diesel Kids s/s 2009.
Passo davanti alla vetrina, e vedo questo (notato precedentemente sul Vanity Fair della settimana scorsa):

Ma quanto è bello questo bimbo? Non sono pazza, è davvero geniale l’immagine.
Insomma, faccio dietro front ed entro nel negozio. Dovete sapere che è un negozio un pò pacchianello: vestiti costosissimi per loro, quelli.piccoli.che.i.vestiti.li.mettono.per.1.mese.che.poi.non.gli.entrano.più. Quindi io mi dico (osservando una coppia): “azz, un body di Armani, per quanto carino, mi costa comunque troppo considerando il tempo di “sfruttamento” del capo. Ma cazzi vostri”.
(la mia creatura la vestirò da capo a piedi Diesel, quindi rispetto chi sceglie Armani)
Mi guardo un pò in giro, i vestiti sono adorabili per.l’amor.di.Dio, ma mi sento un pò a disagio. La commessa non mi aiuterà. Mi guarda, mi regala un sorriso e mi fa: “Posso aiutarla Signora?”
“SIGNORAAA?!?!”
Tanto per la cronaca il mio aspetto/outfit era:
- capello corto sbarazzino come sempre;
- Ray-ban Wayfarer neri e loschi tolti 2 secondi prima di entare nel negozio;
- cappottino Max&Co. con le maniche a 3/4 un pò particolare;
- sciarpina bianca-nera-gialla della Diesel;
- tracolla nera Gucci;
- QUEL paio di jeans della Miss Sixty che mia mamma odia perchè sono tutti rotti;
- scarpe verdi (stile Converse All Star) della Diesel.
Voglio dire, potresti vedermi come una mamma giovanile forse (la mia lo è, ma se fosse come me sarebbe fan.tas.ti.co! io una mamma come me la vorrei eh!), ma sembravo più..BOH! tutto ma non una mamma! Ah, e soprattutto non penso proprio che il “Signora” sia stato una forma di cortesia. Per il tipo di negozio poteva andare bene, se proprio volevi, un “lei” e finita li.
Io le dico: “Li avete i cataloghi della Diesel per bambini?”.
Lei: “Uh si, aspetti. Quanto tempo ha il bambino?”.
No, non ci siamo capiti: “No guardi, [ sarò in piena crisi ormonale, ma non sto per partorire nessuna creatura e tantomeno non ne ho già una per le mani] è così per vedere cosa c’è in giro”.
Lei: “Ok, guardi le do questo della Diesel e poi se vuole questo di Armani, di Dolce&Gabbana e…”.
Ok, dammi tutto donna! Esco che sembro appena uscita da una delle mie “razzie da Feltrinelli”. Contentissima.

Diesel.com
Catalogo
Creative Concept: Diesel Creative Team
Photography: Txema Yeste
La campagna è bellissima, inquietante un pò come quella della linea per adulti. I bambini sono strani e potrebbe davvero essere la parola giusta per descriverli. Sono incredibilmente belli.
C’è un sacco di movimento, i bambini saltano, corrono (più che altro sembra stiano scappando – 5° foto/2° riga), hanno delle espressioni turbate/preoccupate, urlano, si nascondono.
Belle, mi piacciono proprio.