Oggi ho fatto l’abbonamento mensile per i mezzi.
É un passo importante.
ATM point, Duomo. Compilo il foglio, prendo il biglietto con il numero e attendo. Un sioretto inglese mi si avvicina e mi chiede una cosa, lo invito a prendere il biglietto, perché “funziona così”. Dopo alcuni minuti mi chiede di che paese fossi; aimé, ho dovuto ammettere di essere italiana. Poco male. Saluto lui e la moglie e mi avvicino allo sportello con sopra il mio numero.
Destino ha voluto che il dipendete ATM con cui avrei dovuto avere a che fare fosse simpatico, leggermente attempato ma un po’ rock. Destino ha voluto che, riguardando i miei dati, notasse che sono nata a Gemona del Friuli.
“Ho fatto il militare la!”
“Molte persone che incontro, non friulane, hanno fatto il militare in quelle zone”
“É stato molto bello.. Però il terremoto..”
Ecco, da qui fate partire il cronometro: 15 minuti a parlare del terremoto, interessante ovviamente, però mi sono immaginata le smadonnate delle persone che attendevano dietro di me.
Mi sono divertita, anche perché la discussione ha coinvolto altri due made in ATM. Concludiamo l’affare.
Ho la mia tessera, sarà attiva da lunedì.
Oggi ho speso un sacco di soldi.
L’altro giorno in metro mi hanno offerto un lavoro come portinaia (ho il contatto telefonico).
Ho comprato un paio di scarpe assurde.
Ho mobilitato tutte le commesse di ZARA per un paio di leggings che, alla fine, non ho comprato.
A volte la gente mi saluta, ma io non la conosco. A volte sono bei ragazzi e quindi ricambio più volentieri.
Mangiare l’anguria é sempre una soddisfazione.
Mangiata senza mani, giocando a “chi.sputa.i.semini.più.lontano.é.il.più.figo.di.tutti”.
Milano mi piace.
Il mio autobus 16 mi mancherà. E anche Samantha.
Fine pt.1.
(photo credits Mario Banale)





















