Archive Page 2

30
Apr
14

Tonight I’ll write a song.

Tonight I’ll write a song.

Do you want to know why?
Did you notice that sadness makes you appreciate happy things?
Yes, because when you’re sad those are the only things you don’t have.

Those are the things you dream about, you yearn for.
And that you really, really want.

Those things are beautiful, amazing, extraordinary.
And you cannot have ‘em.

4ba6b33a9c5911e2b4ef22000a1fbd4d_7

Sadness is the only way to appreciate happy things.

I’ll write a great song tonight.
And it will blow y’all up.

18
Apr
14

“Se ti morde, gli piaci”

Questo è quello che ha risposto mia sorella a mia mamma quando quest’ultima, riferendosi al gatto, le ha chiesto: “Perché mi morde sempre?”.

Perché gli piaci.

Gli umani come fanno? Cosa fanno per dirsi che si piacciono? No, non credo si mordano, almeno non sempre, ma credo potrebbe essere davvero una bella soluzione.
Fino a che non ti morde, non gli piaci.

Sai quand’è che secondo me cambiano davvero le cose?
Quando prendi il tram e la smetti di scegliere un posto solo per te.

Quando poi cominci a pensare che vorresti già lasciar perdere perché senti che non sei più capace di fare certe cose, perché hai paura e ti viene l’ansia, è meglio che ti fai una doccia per mandare via quell’odore li. Intanto.
Quell’odore li che tanto rimane nell’aria fino a che non spalanchi le finestre.
Mica come per i gatti, il loro schifo rimane nell’aria per mesi, puoi aprire tutte le finestre che vuoi, ma tanto rimane lì. Se ne va quando vuole lui.

Sai quand’è che le cose cambiano davvero?
Quando passare del tempo con qualcuno non ti fa pensare a quanto stai bene quando te ne stai da solo.
Perché ti piace di più.

Sai cos’è? È che se impari a convivere con la paranoia, non le permetti più di rovinarti la vita.
Perché la paranoia è come lo schifo che lasciano i gatti nell’aria.

Se ne va solo quando vuole lei.

1176210_10151808523967399_1325204098_n
Prima o poi si stanca.
Prima o poi passa.

06
Ago
12

So called life.

La gente crede di vivere in un film.
Alla gente piacerebbe vivere in un film.

La gente vive solo perché deve farlo e cerca di farlo nel miglior modo possibile perché non può fare altrimenti.

Questa cosa qui non è un film. Tutto è complesso e tutti sono sempre dannatamente pronti a renderti infelice. Rendere infelice una persona è un gioco da ragazzi, mentre renderla felice no. La maggior parte delle persone dà troppa importanza a quello che dicono, fanno e pensano gli altri.
Dopo un po’ inizia a convincersi che la propria felicità o infelicità dipenda completamente da quello.

A volte è vero.
Altre volte no.

La gente deve imparare a volersi bene. Indipendentemente da tutto quello che la circonda.

Volersi bene è difficile. Voler bene ad altre persone è difficile. Scegliere a chi voler bene è ancora peggio.

Ora, se tu la pensi in modo diverso non sarò io a farti cambiare idea. Ma se mi dessi la possibilità di entrare, anche solo un po’, nella tua vita, so che ce la potrei fare. Le persone speciali esistono e su questa terra hanno uno scopo: trovare quelle che lo sono, ma che ancora non l’hanno capito.

Sai quand’è che cambieranno davvero le cose?
Te lo dico io.
Quando ti convincerai che ci sono certe persone, anche se arrivate così dal nulla, ci tengono a te, ci tengono alla tua felicità e imparano a volerti bene.
Eh sì, a volte arrivano per caso, per volontà divina e non hanno paura che ti stufi di loro.

Però a volte sembra davvero tutto un film.

Sì, ti vogliono bene.
Ti voglio bene.

E devi sorridere.
Buon viaggio. Io ti aspetto qui.

29
Dic
11

You desired my attention, but denied my affection.

È uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno od esterno) ovvero una mancata risposta di adattamento dell’organismo ad una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l’individuo stesso. È spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno.

Niente di grave. Roba che passa.

Devi cercare di stare più tranquilla, mi dicono. A me non è che vada più di tanto. Sto bene quando ne ho voglia.

Oggi sono stata dal medico, quello che mi segue da quando sono nata. Era da tempo che non ci andavo, dal medico, in generale.
Mi guarda e mi chiede come mi chiamo. Non sa chi sia, poi capisce. Mi dice che ormai sono diventata una donna. Io rispondo quasi, per certe cose 24 anni non sono abbastanza.

Solo poco prima, chiedendo chi si sentisse un po’ malato immaginario come me e fosse li per lo stesso medico, mi ero stupita nel vedere una sola mano alzata. Alquanto anziana.

Non ho voglia di passare a prenderle ora, le medicine.

Preoccupazione eccessiva e infondata di una persona riguardo alla propria salute, con la convinzione che qualsiasi visita medica di routine possa rivelare qualche patologia.

Non è eccessiva e nemmeno infondata. È solo che a volte mi preoccupo più del dovuto.

Sono passati più di 360 giorni dall’inizio dell’anno. È ora che finisca.
Penso.
Non mi aspetto che succeda niente di nuovo tra 2 giorni. Sarebbe bello, ma meno ci penso meglio sto.

Scrivo:
– Fumare di meno
– Baciare meno persone inutilmente e
– Trovare una persona da baciare sensatamente
– Scoprire perché gli asciugamani della mamma sono sempre più bianchi
– Eliminare nervosismi inutili
– Mangiare meno bagel
– Spendere meno soldi in cardigan e scarpe
– Ritornare a Londra
– Comprare qualcosa di Alexander McQueen
– Farsi pagare una cena, una bella cena
– Conoscere Marcus Mumford
– Pensare meno a fare un figlio
– Evitare gli uomini sposati
– Compiere 25 anni

Sicuramente c’è dell’altro.

È tutto il giorno che ascolto questa canzone. Trovo sia bellissima.

La maggior parte delle donne cerca un uomo che le faccia ridere.
Io le odio tutte.
Non cerco nessuno, ma nel caso qualcuno trovasse me, vorrei che si innamorasse perché quello che andava cercando era una donna che lo facesse ridere.

Sto già meglio.

04
Dic
11

I love the way you do it.

Mi dicono che sono poser.

È vero.

Ultimamente la mia vita sociale è migliorata.
Le mie settimane sono fatte o di due venerdì o di due lunedì, dipende dai punti di vista, ma essere felice ugualmente non è una malattia.

Sono contenta di aver reso felice Ste ed essere riuscita a passare alla serata di Tommy Hilfigher.
Eh ma che bella! Tanti regalini e tante foto. La gente sa come farmi contenta.

La cosa più bella?
È che se la gente ti scatta foto e ti dice che sei poser, tu devi rispondergli che è vero e che deve farsene una ragione.

Alla fine magari fai la parte di quella con le gambe corte, ma va bene lo stesso.
Anche perché, che le hai corte, è un dato di fatto (e quella alta è sempre, SEMPRE, Sybelle)

Thanks Tommy, it was a pleasure.

11
Set
11

“sono contento e finchè sono contento, ti comprerei anche l’america.”

Capitano sempre un sacco di cose. Nella mia vita intendo.

Ma sto bene.

Ho un lavoro che mi piace, almeno fino a fine anno, ma vorrei continuasse ad oltranza.
Ho litigato con mia sorella.
Ho un nuovo paio di scarpe, sono bellissime e profumano di anni ’90.
Voglio farmi i capelli rossi.

20110911-164842.jpg

Parliamo di felicità.

Aspettando il treno, il mio babbo mi fa: “Ti sono venute le vesciche?”
Io: “Mi stanno venendo delle gran vesciche babbo.”
Lui: “Bene! Perché a me, quando ho iniziato a lavorare, sono venute subito e mi ricordo esattamente tutto quello che è successo.
Sono contento, perché tu sei sempre andata avanti e non ti sei mai fermata. Ti sei spostata e non hai mai avuto paura di farlo. Ti sei adattata e non è da tutti. Molte persone, piuttosto che adattarsi, rimangono dove sono e si accontentano. Adesso sei riuscita ad arrivare dove volevi e ti stai facendo il culo. Vedrai che andrà tutto bene.
Non ti preoccupare di cose inutili. Noi ci siamo sempre. Ci siamo perchè sappiamo come siete e quello che valete. Sia tu che tua sorella”

So che non lo dice per dire, perché se il mio babbo ti considera un rincoglionito, te lo fa capire. Figlie comprese.

“Miriam, io sono contento e finché sono contento, ti comprerei anche l’America.”

Sapere che con quest’ultima frase intendeva dirmi “farei qualsiasi cosa per te”, beh, mi viene un po’ da piangere.

Sapere che è contento, mi rende la persona più felice. Perchè lui è quello che si fa sempre, e dà sempre, il culo.
Ora me lo sto facendo io, per me. E per lui.

Non ti deluderó. Non lo faró.
La voglio comprare io a te l’America, perché anche io farei di tutto per te.

La voglio comprare io a te l’America, ma come sempre, mentirei su quando ho speso.

08
Giu
11

Quella cosa li.

Punto 0.

We are not “Groupies.” Groupies sleep with Rockstars because they want to be near someone famous. We are here because of the music, we inspire the music. We are Band Aids.
Penny Lane

She Changed everything. She was the one that said “No more sex. No more exploiting our bodies and hearts.” Just blow-jobs, and that’s it!
Estrella Starr about Penny Lane

Almost Famous.

Punto 1.

Immaginatevi il video di “I Want Love” di Elton John con Robert Downey Junior. Oppure “Bitter Sweet Symphony” dei The Verve.
Se sapete che video sono bene. Potete passare al punto 2.

Punto 2.

Ora immaginate che sia davanti a voi e che vi stia per raccontare tutto questo.

Sto sorridendo. E solo se sapete come sorrido potete continuare.
Il benessere che provo in certi momenti della giornata fa sembrare la mia esistenza precaria meno precaria del solito.
Come dire, essere felici è davvero una gran bella sensazione.

Dall’altro ieri le mie unghie sono color lilla.
Dall’altro ieri ho una botta sulla caviglia perchè sono caduta dalle scale.
Da ieri mi fa male un braccio, ma non credo mi verrà un infarto.
Da ieri nel mio armadio c’è una maglia nuova. E’ rosa. In negozio sembrava color corallo o qualcosa del genere. Acquisto sbagliato? Preferisco chiamarlo “test di colore”.
Da un paio d’ore ho deciso che voglio comprare un dondolo, o meglio quelle panche da giardino che dondolano. Quella cosa li.
Da un paio d’ore sto ascoltando solo una canzone: “Ob-La-Di. Ob-La-Da” dei Beatles.

 

C’è una cosa divertente che mi è capitata lo scorso fine settimana. Ero a casa con un amico e tra un bicchiere di rhum e l’alto abbiamo deciso di fare un gioco: pensare a delle canzoni che attualmente non abbiamo nè sul pc nè su un qualche lettore mp3. È stato illuminante. Di alcune ci siamo anche un po’ stupiti. Sia perché abbiamo realizzato di non averle, sia perchè non siamo riusciti a capire perché ci siano venute in mente proprio quelle (non che siano strane eh, solo che boh).

Vi faccio degli esempi:
– 1979. Smashing Pumpkins
– Sei Bellissima. Bertè
– Ob-La-Di. Ob-La-Da. Beatles
– Time To Remember. Billy Joel
– Ancora. Mina
– Bitter Sweet Symphony. The Verve
– Growing Pains. La Roux
– Rock N Roll All Night. Kiss
– Talking Heads. Psycho Killer

Di getto. Così. E ce ne sarebbero altre 1.000 da poter scrivere. È buffo perché sono canzoni che conosciamo e che ci piacciono, ma che non abbiamo “fisicamente”. Uno poi pensa che le canzoni che si porta sempre dietro siano quelle che preferisce. In parte ovviamente è vero, ma quante volte capita di ascoltare a caso la radio e pensare: “Questa è proprio bella”.
Io ho avuto un periodo in cui me le segnavo tutte e poi a casa rimediavo alle mie mancanze.

Ora non non lo faccio più.
Dovrei ricominciare.




i write, you read

contact

miriam.pittioni@gmail.com [Gtalk] miriam pittioni [skype]

I heart FeedBurner

Add to Technorati Favorites

Così tanto tempo e così poche cose da fare..

giugno: 2017
L M M G V S D
« Dic    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Aggiornamenti Twitter

MYTUBE

Who's william_perry?

I wonder if you think of me when you can't fall asleep at night.

Covered.

Hear from you soon.

Doesn't mean I'm lost.

Be mine.

Stolen #01

Altre foto
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.