Posts Tagged ‘2009

13
Nov
09

Karl LAGERFELD. tokidoki toy

‘I am very flattered that I became a tokidoki, I always loved them and I am happy to be one of them’

Karl Lagerfeld

k2 k

non vado pazza per il buon Karl. sì per quando riguarda la moda, no per determinate cose che dichiara. ma non starò qui a scrivere cose noiose.

il 15 di novembre 2009 sarà possibile acquistare la figure di Karl Lagerfeld (10″ – 129euro). il toy è carino. ahahaha è uguale a lui.

forse mi piace un bel po’ perchè amo tokidoki e Simone Legno.

beh, che dire. sicuramente i 1.000 pezzi verrano fatti fuori in poco tempo, quindi se lo volete impegnatevi! in bocca al lupo per chi lo desidera tantotantotanto.

uh. p.s. LA Flagship Store opens at  12th dicembre 2009. 7965 Merlose Ave. io fossi a LA ci andrei.

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15
Ott
09

terrific! [it’s all about ART]

ci sono situazioni e situazioni, che provocano nelle persone certe sensazioni, emozioni. queste sono diverse per ognuno di noi, estremamente soggettive, magari si assomigliano, ma certamente si differenziano per alcune sfumature.

la decisione di vivere determinate esperienze  spesso fa sì che noi scegliamo la/le persone con cui vogliamo condividerle:  le scegliamo perché, a nostro avviso, ci sono vicine, le sentiamo predisposte. un po’ come noi.

questa è stata la volta dell’arte. quella moderna, se vogliamo. non c’erano Monet o Picasso, niente santi o zattere trasportanti gente morente. imaginando l’andazzo della giornata, come dicevo prima, la “richiesta di accompagnamento” la fai a qualcuno che sai che 1)non ti ride in faccia, e c’è gente che lo fa; 2) sai che non si annoierebbe; 3) sai che non chiede “quando arriviamo”, “quanto manca” ogni 5 minuti e via discorrendo.

io l’ho vissuta con mia sorella, una delle poche persone che conosco a cui sono certa piaccia l’arte in tutte (quasi) le sue forme; se non altro è aperta a diverse tipologie di applicazione.

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di cose che provocavano un certo turbamento ce n’erano; molte cose erano “nascoste”, che per capire che erano opere d’arte dovevi essere bravo davvero,  perchè erano sparpagliate qua e la; bellissimo l’Arsenale; un altro mondo i Giardini; da sogno il bookshop (perdonatemi, son veniale -ho lasciato un calendario, opera di un qualche designer penso, a causa dei 96euro segnati sul cartellino-);  installazioni apparentemente insensate, video di animali morti e di gente che si lava le mani, bambole paranoiche e luci incredibili.

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[per chi c’è stato fenomenale la parte dei Giardini: le case degli omicidi dei paesi nordici, il padiglione della francia quello che ho sentito di più, bella l’australia, l’uruguay, il venezuela, la polonia e gli USA.] -ve li racconterei pure, ma sarebbe inutile- davvero.

17
Lug
09

io AMO un mezzoBABBANO.

it’s over –  Severus Snape.

al minuto e 53. un brivido.

per “Harry Potter and the Half-Blood Prince” abbiamo optato per il cinema vintage, niente multisale super affollate, niente gente vestita da Harry&Co., niente sapientini che involontariamente ti sputtanano tutto il film in mezzo secondo, vi odio, sappiatelo.

io e mia sorella abbiamo optato per il cinema vecchio stile, anche se all’inizio ho titubato.

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Cunny Potter mi ha fatto un mega riassuntone e ho scoperto che, pur mischiando un po’ gli avvenimenti, ho visto tutti e 5 i film precendenti! wow! poltrone enormi e comode, schermo bello pulito senza cestoni di capelli davanti a me (a dirla tutta abbiamo scelto la fila dietro a dei bambini, avevo pure gli angoli dello schermo liberi, un sogno).

London City, bellabella piazzata li. tante grazie ai Mangiamorte che ci fanno un giretto finendo per  schiantarsi dentro al negozio di Olivander a Diagon Alley.

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che “il” tutto abbia inizio.

mi limiterò a dire che il film è leggermente complicato, tanti avvenimenti, intrecci e spiegazioni (e.s. scoprire perché la mano di Albus Dumbledore era color di morto; ho ringraziato chi di dovere per la delucidazione e il filo conduttore ha tirato un sospiro di sollievo). c’è la necessità di cogliere ogni parola, più o meno. i collegamenti ai film precedenti ovviamente ci sono, e sono parecchi. io ricordandomi gli altri a pezzi ho avuto (ad es.) un momento di smarrimento nel vedere Ginny Weasley (fanculo a Wiki per lo spoiler -.-“), me l’ero persa per strada. Mi ricordavo di Luna Lovegood ma non di lei (GENIALE). scusatemi.

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e come sempre, lo sapete, io riesco a trovare un paio di cose per cui piangere. per chi l’ha visto: nel sentire Severus Snape pronunciare le parole Avada Kedavra; nel vedere le bacchette levate al cielo.

l’oggetto del desiderio? gli Horcrux, ovviamente (evviva la Magia Nera).

ma una cosa su cui mi voglio soffermare un attimo è la metamorfosi del piccolo Harry. ve lo ripropongo.

harry_potter_and_the_sorcerers_stone_ver5_xlg the Sorcerer’s Stone (2001) harry_potter_and_the_chamber_of_secrets_ver2 the Chamber of Secrets (2002)

harry_potter_and_the_prisoner_of_azkaban_ver5 the Prisoner of Azkaban (2004) harry_potter_and_the_goblet_of_fire_ver7 the Goblet of Fire (2005)

harry_potter_and_the_order_of_the_phoenix_ver10_xlg the Order of the Phoenix (2007) harry_potter_and_the_half_blood_prince_ver19 the Half-Blood Prince (2009)

per sdrammatizzare il tono grigio e cupo che avvolge questo film vi propongo questo. perchè Alan Rickman aka Severus Snape è semplicemente.. stupendo.

ti amo, anche se sei un mezzosangue.

13
Mag
09

UP. (and Dug)

Disney Pixar

UP è stato il primo film di animazione ad aprire il Festival di Cannes.

articoli, servizi e quant’altro a non finire.

The Hollywood Reporter – “Winsome, touching and arguably the funniest Pixar effort ever, the gorgeously rendered, high-flying adventure is a tidy 90-minute distillation of all the signature touches that came before it.”

Time /Richard Corliss – “Extending the patented Pixar mix of humor and heart, Up is the studio’s most deeply emotional and affecting work” and “deft comic underplaying and a style the Pixar people call simplexity”.

Variety – “universal in its appeal”.

Emanuel Levy – “visually inventive, emotionally compelling”.

recensioni prese qua e la. tanto per cominciare.

comunque io non vedo l’ora di vederlo. la scena che (per adesso) aspetto di vedere con ansia sul grande schermo è quella dell’incontro con il cane Dug: “Hi there my name is Dug. My master made this collar so that i may talk. SQUIRREL!!”

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voglio un Dug.

04
Mag
09

LACHAPELLE – 04.05.2009

dovevamo partire in 6 ma diverse sfide ci hanno provati nonchè decimati.

siamo sopravvissuti solo io e Diego.

e proprio noi, oggi, ce ne andiamo a Firenze prendendo il treno che parte da Pesaro alle 08:52 per arrivare a destinazione alle 12:23.

perchè non voglio lasciarmi scappare una mostra di LaChapelle, non un’altra volta.

vi saprò dire. 🙂

di una cosa sono sicura. piangerò, piangerò tantissimo.

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David LaChapelle – Cathedral

03
Apr
09

MONEY, MONEY, MONEY.

from: PLAYBOY – aprile2009 n°4

Sognare in grande. Che storia i soldi.

Non so perché mi va di scrivere un post del genere ma un motivo potrebbe essere che “il fatturato di alcuni ricconi basterebbe a sanare il debito pubblico di diversi stati dell’ Europa Occidentale”.

Non voglio puntare “diti” o fare cazziatoni, ma vi riassumo il contenuto dell’articolo perchè lo trovo assurdo. Lo metto giù divertente.

PUNTO UNO: Per qualcuno il lusso potrebbe essere fare colazione la mattina con cappuccino e pasta. Molti lo fanno, io lo faccio. Ma la figata qual è? Rompere le palle e farsi portare i croissant caldi (non so come) dalla Francia. Considerando che noi l’unica cosa che ci facciamo portare a casa è la pizza di “Luca” e a distanza di mezz’ora ci arriva tiepida, ci viene da riflettere.

PUNTO DUE: Ok, a me piace fare shopping e ammetto che succede che ogni volta che passo in centro compro qualcosa; ma arrivare a spendere 14 milioni di dollari in sei mesi perchè, per caso, passo in città (a NY) per arrivare fino a Broadway, no. Ambhè la Katie Holmes lo fa e su questo punto un pò la invidio.

PUNTO TRE: Siamo sempre sullo shopping. Noi donne lo sappiamo che è bello, ma sappiamo anche che alla fine della giornata, se la battuta di caccia è stata pesante, siamo stanche e accaldate (magari). E allora perchè non entrare in un hotel e prendere una stanza a 500 bei dollaroni per rinfrescarci un pò? Eeeh sono problemi grossi, ma alla Angelina Jolie io lo concedo, perchè è bella e brava.

PUNTO QUATTRO: Non costringete l’amore vostro a imbottigliarsi nel traffico per portarvi a fare shopping il sabato pomeriggio. Suvvia, lasciate l’ auto a casa e, tipo se vi trovate a Londra (ma lo fanno diversi store nel mondo), fate una telefonatina a Harrod’s e fatevici portare da loro in elicottero no? Ah cari i nostri uomini, poi non dite che non pensiamo a voi eh!

PUNTO CINQUE: Parliamo di case. Ti accorgi di essere ricco se non ti preoccupi più dei tassi variabili che salgono e scendono. I beni immobili di Roman Abramovich nella sola Inghilterra assomigliano un sacco a quelli della Queen Elizabeth. Oprah Winfrey dei vostri acquari non se ne fa niente: la sua villa in California da 50 milioni di dollari è “dotata” di parco e lago artificiale con pesci rari che ci snuotazzano dentro; io ho sempre voluto un pesce rosso, per natura, poco invasivo. John Travolta si è fatto costruire una pista di atterraggio in giardino, io avrei dovuto abbattere la cuccia del mio cane, non mi sembrava il caso. La prossima volta che l’amministratore di condominio ci dirà che bisogna rifare il vialetto d’ingresso cosa gli vogliamo proporre? Ponte levatoio con fossato da 2 metri?

PUNTO SEI: Della festa di Robert Mugabe non voglio dire niente.

PUNTO SETTE: Vi piace lo sport? Bene, dai fate come Paul Allen (ex socio di Bill Gates). Si è comprato i Portland Trail-Blazers nella NBA perchè gli piace il basket. Ho deciso, domani mi compro qualche squadra di Rugby, che male non fa.

PUNTO OTTO: Amore ho scoperto che mi piace l’arte! Se fossi la fidanzata di Abramovich in questo momento avrei ricevuto in regalo una galleria e l’amore mio mi avrebbe portato a casa un Francis Bacon da 56 milioni di dollari e un Freud da 22. Evviva!

PUNTO NOVE: Leggo che Rupert Murdoch ha allungato a ciuscuno dei suoi 6 figli un assegno da 100 milioni di dollari. Mia nonna mi sgancia 50 euro quando torno a casa, ti voglio bene nonnina.

PUNTO DIECI: Il gelato mi piace, quelle belle coppone enormi che non riesco mai a finire. Eeeh si. Avverto in questo momento l’uomo che mi porterà, se vorrà, a NY. “Carooo! Siamo a NY e sono già al settimo ciuelo (che fa chic). Mi hanno consigliato un gelateria, si chiama Serendipity3 (come il film di John Cusack!! *__*) e mi hanno detto che fa un gelato buonissimo! Ad esempio, c’è una coppa (che se non sono minimo 10 kg di gelato mi incazzo, poi capirete perchè) che si chiama “Golden Opulence Sundae” che dentro ha vaniglia di Tahiti e del Madagascar, scagliette di rarissimo cioccolato Chuao venezuelano e una foglia commestibile di oro 23 carati” . L’amore mio: “Uuuh sembra buono! Dai andiamoci” . Ci vai, la mangi, lui fa il galante e va a pagare. Toglie il portafoglio dalla tasca, prende con 2 dita, senza estrarla, una banconota da 50 verdoni. AHAHAHAHA. Io li comincio a correre e cerco di seminarlo.

(La coppa costa 1.000 dollari. Se andate sul sito, leggerete che per mangiarla si deve fare la richiesta 48 ore prima)

BUONE SPESE A TUTTI!

 




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