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04
Dic
11

I love the way you do it.

Mi dicono che sono poser.

È vero.

Ultimamente la mia vita sociale è migliorata.
Le mie settimane sono fatte o di due venerdì o di due lunedì, dipende dai punti di vista, ma essere felice ugualmente non è una malattia.

Sono contenta di aver reso felice Ste ed essere riuscita a passare alla serata di Tommy Hilfigher.
Eh ma che bella! Tanti regalini e tante foto. La gente sa come farmi contenta.

La cosa più bella?
È che se la gente ti scatta foto e ti dice che sei poser, tu devi rispondergli che è vero e che deve farsene una ragione.

Alla fine magari fai la parte di quella con le gambe corte, ma va bene lo stesso.
Anche perché, che le hai corte, è un dato di fatto (e quella alta è sempre, SEMPRE, Sybelle)

Thanks Tommy, it was a pleasure.

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11
Set
11

“sono contento e finchè sono contento, ti comprerei anche l’america.”

Capitano sempre un sacco di cose. Nella mia vita intendo.

Ma sto bene.

Ho un lavoro che mi piace, almeno fino a fine anno, ma vorrei continuasse ad oltranza.
Ho litigato con mia sorella.
Ho un nuovo paio di scarpe, sono bellissime e profumano di anni ’90.
Voglio farmi i capelli rossi.

20110911-164842.jpg

Parliamo di felicità.

Aspettando il treno, il mio babbo mi fa: “Ti sono venute le vesciche?”
Io: “Mi stanno venendo delle gran vesciche babbo.”
Lui: “Bene! Perché a me, quando ho iniziato a lavorare, sono venute subito e mi ricordo esattamente tutto quello che è successo.
Sono contento, perché tu sei sempre andata avanti e non ti sei mai fermata. Ti sei spostata e non hai mai avuto paura di farlo. Ti sei adattata e non è da tutti. Molte persone, piuttosto che adattarsi, rimangono dove sono e si accontentano. Adesso sei riuscita ad arrivare dove volevi e ti stai facendo il culo. Vedrai che andrà tutto bene.
Non ti preoccupare di cose inutili. Noi ci siamo sempre. Ci siamo perchè sappiamo come siete e quello che valete. Sia tu che tua sorella”

So che non lo dice per dire, perché se il mio babbo ti considera un rincoglionito, te lo fa capire. Figlie comprese.

“Miriam, io sono contento e finché sono contento, ti comprerei anche l’America.”

Sapere che con quest’ultima frase intendeva dirmi “farei qualsiasi cosa per te”, beh, mi viene un po’ da piangere.

Sapere che è contento, mi rende la persona più felice. Perchè lui è quello che si fa sempre, e dà sempre, il culo.
Ora me lo sto facendo io, per me. E per lui.

Non ti deluderó. Non lo faró.
La voglio comprare io a te l’America, perché anche io farei di tutto per te.

La voglio comprare io a te l’America, ma come sempre, mentirei su quando ho speso.

08
Giu
11

Quella cosa li.

Punto 0.

We are not “Groupies.” Groupies sleep with Rockstars because they want to be near someone famous. We are here because of the music, we inspire the music. We are Band Aids.
Penny Lane

She Changed everything. She was the one that said “No more sex. No more exploiting our bodies and hearts.” Just blow-jobs, and that’s it!
Estrella Starr about Penny Lane

Almost Famous.

Punto 1.

Immaginatevi il video di “I Want Love” di Elton John con Robert Downey Junior. Oppure “Bitter Sweet Symphony” dei The Verve.
Se sapete che video sono bene. Potete passare al punto 2.

Punto 2.

Ora immaginate che sia davanti a voi e che vi stia per raccontare tutto questo.

Sto sorridendo. E solo se sapete come sorrido potete continuare.
Il benessere che provo in certi momenti della giornata fa sembrare la mia esistenza precaria meno precaria del solito.
Come dire, essere felici è davvero una gran bella sensazione.

Dall’altro ieri le mie unghie sono color lilla.
Dall’altro ieri ho una botta sulla caviglia perchè sono caduta dalle scale.
Da ieri mi fa male un braccio, ma non credo mi verrà un infarto.
Da ieri nel mio armadio c’è una maglia nuova. E’ rosa. In negozio sembrava color corallo o qualcosa del genere. Acquisto sbagliato? Preferisco chiamarlo “test di colore”.
Da un paio d’ore ho deciso che voglio comprare un dondolo, o meglio quelle panche da giardino che dondolano. Quella cosa li.
Da un paio d’ore sto ascoltando solo una canzone: “Ob-La-Di. Ob-La-Da” dei Beatles.

 

C’è una cosa divertente che mi è capitata lo scorso fine settimana. Ero a casa con un amico e tra un bicchiere di rhum e l’alto abbiamo deciso di fare un gioco: pensare a delle canzoni che attualmente non abbiamo nè sul pc nè su un qualche lettore mp3. È stato illuminante. Di alcune ci siamo anche un po’ stupiti. Sia perché abbiamo realizzato di non averle, sia perchè non siamo riusciti a capire perché ci siano venute in mente proprio quelle (non che siano strane eh, solo che boh).

Vi faccio degli esempi:
– 1979. Smashing Pumpkins
– Sei Bellissima. Bertè
– Ob-La-Di. Ob-La-Da. Beatles
– Time To Remember. Billy Joel
– Ancora. Mina
– Bitter Sweet Symphony. The Verve
– Growing Pains. La Roux
– Rock N Roll All Night. Kiss
– Talking Heads. Psycho Killer

Di getto. Così. E ce ne sarebbero altre 1.000 da poter scrivere. È buffo perché sono canzoni che conosciamo e che ci piacciono, ma che non abbiamo “fisicamente”. Uno poi pensa che le canzoni che si porta sempre dietro siano quelle che preferisce. In parte ovviamente è vero, ma quante volte capita di ascoltare a caso la radio e pensare: “Questa è proprio bella”.
Io ho avuto un periodo in cui me le segnavo tutte e poi a casa rimediavo alle mie mancanze.

Ora non non lo faccio più.
Dovrei ricominciare.

05
Giu
11

Dai, vieni di là, perchè lo sai che là la vita è bella.

Dai, vieni di là.

Ora ha casa nuova a Milano. Grande cosa. Grandissima.
Ora ha delle nuove cose a cui pensare. Grande cosa. Positiva se non altro.
Ci sono anche delle nuove persone nella sua vita. Belle, apparentemente. Molto.
Ci sono delle cose che non dovrebbe portarsi di là, ma lo fa.
Ci sono delle cose che ancora non può portarsi di là. Prima o poi lo farà.

Adora le enormi pareti del salotto e al secondo giorno è già cascata dalle scale (non si è fatta male).
Deve comprare le grucce, perchè non ne ha abbastanza per tutti i vestiti. E anche un nuovo manico per il mocio.
Le piace la camera soppalcata con vista (sul salotto).
Non vede l’ora di riempire la libreria con i suoi libri e i giornali.

Ha deciso che in casa vuole che ci sia sempre del succo d’arancia e della vodka.
Poi il latte e le fette biscottate.

La tele non la vuole per ora, ma forse prima o poi la comprerà.

Ah, tra le cose che non sono cambiate c’è una persona, sempre quella, che continua a dirle che è fatta male. Pensa troppo, dice. Vero, ma le sta bene così, risponde. Soprattutto perché, che rimanga qui, da poco tempo ha capito che quella persona è fatta esattamente come lei. Ed è anche per questo che le vuole bene.
Forse glielo dice per evitare che poi ci rimanga male. Delle cose, in generale. Ma lo sapete com’è fatta.

[p.s. fairy tale_01]

Fantasticare sul nulla è divertente, anche se al mattino ci si sveglia un po’ così. Ci sono delle cose che vorrei dirti, anche se lo so anche io che farei prima a farti uscire dalla mia testa. Decisamente più facile.

Sì, me l’hai già detto che hai da fare, che devi scappare, ma dammi solo 10 minuti. E rimani con me.
Sì, me l’hai già detto che non hai tempo, che hai tante cose per la testa, ma se vai a casa lo sai anche tu cosa succede. Succede che dopo 5 minuti prendi il telefono e mi chiami comunque. E mi chiedi se ci possiamo vedere.

Voglia di rincorrerti non ne ho. Non sono il tipo. Anzi, non è che non lo sono, ma è che non voglio darti fastidio.

Va beh, fai come ti pare, io vado di là.

Ti prego, dimmi che ti va di venire di là.

08
Feb
11

cigarettes and wine w/ me. on demand.

[spoiler alert] questo post non parla di amori casuali, innamoramenti momentanei o cazzate del genere.

comincerò questo post con queste frasi:

text me and tell me to meet you at the bar, buy me a coffee, make me laugh. then walk me home and just before leaving, tell me I’m the most amazing ‘I don’t know you, but I’d like to’ person you’ve ever met.

ebbene sì, come ho già detto, questa vita ormai la finisco.

volete sapere qual è il problema? ve lo dico: il problema è che quella stronza, ogni tanto, si fa imbambolare da qualcuno e io mi ritrovo, per colpa sua, a dover gestire con dignità gli ultimi caffè e le ultime sigarette.
si pensa che incontrare persone che ti facciano ridere, star bene e con le quali tu riesca (e possa) essere te stesso sia difficile. persone che stiano bene con te anche standosene seduti in salotto fumando sigarette, bevendo e ascoltando una playlist a caso -che solitamente propone almeno una canzone trash, una made in UK, una dei Kings of Leon e una di Lady GaGa.

lo è, è vero.

come sempre potrei raccontarvi un sacco di cose, storie e aneddoti. scene da film, ma anche da telefilm va bene. oggi tocca a questi pensieri qui.

siediti sulle mie ginocchia che ti dico una cosa.
se i tasselli dello ‘Scarabeo’ che si trovano nella tua testa, guardando una persona a te sconosciuta, si animassero e autonomamente formassero queste parole: “lui/lei mi starebbe simpatico/a”. fidati di quei pezzi di plastica. perché ancora non lo sai, ma con quella soluzione potresti guadagnare un sacco di punti.

lettore, accendimi una sigaretta che poi ti insegno una cosa
se ti ritrovi nella situazione in cui ti stai scambiando qualche sguardo con qualcuno, prima che se ne vada e tu impazzisca a causa del rimorso, non aver paura di fare figure di merda, rincorrilo con classe e chiedigli almeno come si chiama.

perchè è proprio così che ho conosciuto lui.

non è una questione di fortuna. la questione è che noi viviamo di carte giocate e su ogni carta c’è scritto qualcosa. a random qualcuno le fa scendere sul tavolo e poi se ne sta a guardare, divertito. succede che ci va di culo, che sappiamo gestire al meglio le situazioni e ci portiamo a casa solo cose positive. succede che ci va male, ma quando siamo incazzati non possiamo cambiare le cose, solo aspettare che scenda una carta migliore. oppure succede che siamo felici e vorremmo che le cose rimanessero così come sono, ma a quel punto qualcuno rimescola tutto e si ricomincia da capo, con i soliti dubbi e un po’ di amaro in bocca.

ritrmo altalenante. un giusto equilibrio tra sorrisi e lacrime, ricordi e voglia di qualcosa di nuovo.
sapete cosa c’è? c’è che si può sorridere per un sacco di cose e con un sacco di persone, ma le lacrime scendono solo per qualcuno di importante. c’è che di ricordi non si campa, ma alcuni, solo alcuni, li vorremmo sempre dannatamente con noi.

è così che casualmente ho conosciuto lui ed è così che momentaneamente, perchè questo è il gioco, stiamo per mettere tutto in pausa.

06
Lug
10

Living w/ me.

Oggi ho fatto l’abbonamento mensile per i mezzi.
É un passo importante.

ATM point, Duomo. Compilo il foglio, prendo il biglietto con il numero e attendo. Un sioretto inglese mi si avvicina e mi chiede una cosa, lo invito a prendere il biglietto, perché “funziona così”. Dopo alcuni minuti mi chiede di che paese fossi; aimé, ho dovuto ammettere di essere italiana. Poco male. Saluto lui e la moglie e mi avvicino allo sportello con sopra il mio numero.
Destino ha voluto che il dipendete ATM con cui avrei dovuto avere a che fare fosse simpatico, leggermente attempato ma un po’ rock. Destino ha voluto che, riguardando i miei dati, notasse che sono nata a Gemona del Friuli.
“Ho fatto il militare a Gemona!”
“Molte persone che incontro, non friulane, hanno fatto il militare da quelle parti”.
“É stato molto bello.. Però il terremoto..”
Ecco, da qui fate partire il cronometro: 15 minuti a parlare del terremoto, interessante ovviamente, però mi sono immaginata le smadonnate delle persone che attendevano dietro di me.
Mi sono divertita, anche perché la discussione ha coinvolto altri due dell’ATM. Concludiamo l’affare.
Ho la mia tessera, sarà attiva da lunedì.

Oggi ho speso un sacco di soldi.
L’altro giorno in metro mi hanno offerto un lavoro come portinaia (ho il contatto telefonico).
Ho comprato un paio di scarpe assurde.
Ho mobilitato tutte le commesse di ZARA per un paio di leggings che, alla fine, non ho comprato.
A volte la gente mi saluta, ma io non la conosco.

Mangiare l’anguria é sempre una soddisfazione.
Mangiata senza mani, giocando a “chi.sputa.i.semini.più.lontano.é.il.più.figo.di.tutti”.

Milano mi piace.
Il mio autobus 16 mi mancherà. E anche Samantha.
Fine pt.1.

(photo credits Mario Banale)

11
Mar
08

MILAN – Pt.1

Milano..mi ha fatto la gentilezza di accogliermi per 4 giorni..tutto inizia il 06.03..si parte per fare una capatina a MTV..già..come capitasse tutti i giorni..(io lo vorrei TANTO!)..un’attesa e un’ansia davvero HUGE..partiamo in treno..ciuuuuuf ciuuuuuuuuuuf!!..anzi..più che ciuff ciuff era un ronf ronf..;P..alla stazione di Milano io sono già con gli occhi spalancati..

sono un animale da città..per me è bellissimo..sono cresciuta in un paesino di campagna (oramai non più) vicino Udine..500 anime con le galline..però ho sempre avuto il pallino delle grandi città..e Milano è assolutamente una meta imperdibile..c’è una concezione di vita diversa da quella che ho sempre avuto..dalla “sagra del clacson” appena il semaforo dei pedoni diventa giallo (parola del taxista), all’andare in giro vestiti come Sbirulino e nessuno ti dice niente..

FANTASTICO! 😉

il fatto che a nessuno freghi nulla di te è bello (oddio basta non diventare un eremita)..nessuno si fa problemi..sono abituati a tutto..da me come cambi taglio di capelli lo sanno già tutti prima che tu esca dal parrucchiere..:)..non che mi dia fastidio..ormai ci sono abitutata..ma è un qualcosa che ti fa sentire ancora più indipendente..ho sempre voluto esserlo..2 anni fa mi sono “trasferita” a Pesaro per studiare..un sogno..c’ero io..ED IO..nessuno che mi diceva cosa fare..nessuno A CUI dire cosa facevo..questo è quello che voglio..fare, fare e ancora fare..sbagliare, magari, sbagliare a ancora sbagliare..senza farsi il minimo problema..rendo conto ai miei ovviamente..ma non sono una che crea problemi agli altri..o almeno cerca di farlo il meno possibile..va beh..a parlare di me a qualcuno che non me l’ha chiesto alla fine annoia..però non prendetemi come una che vede gli altri come dei rompi coglioni..sono dell’idea del “vivere e lascia vivere” sotto molti aspetti..;)..

ripartiamo..

yournoise1.jpg

con il Rock nelle orecchie che non può mai mancare gironzoliamo qua e la..e perbacco!..meno male che un omino della polizia ci ha detto che Via Belli era da tutt’altra parte di quella che noi pensavamo..noi ci crogiolavamo con Bamderas e Neeson sotto la galleria..mannaggia a loro!..in fretta e furia chiamiamo un taxi (che riuscire a prendere in piazza del Duomo è un po’ come..non mi viene il pargone..buh..ma doveva essere qualcosa di assurdo!) e ci facciamo portare agli studi..

16:45 spaccate come Sivia (MTV) ci aveva detto..ci acolgono..siamo “una piccola parte degli ospiti del giorno”..;)..siamo seduti nel bar degli studi..possiamo prendere tutto quello che vogliamo..il TUTTO saranno 2 caffè e una bottiglietta d’acqua che non butterò mai via..;)..da lontano vediamo che Carlo Pastore sta per entrare (per poi salire al piano di sopra)..e li mi pietrifico..non per fare la ragazzina idiota..ma per il fatto di avere una persona come lui che mi passa a 5m di distanza (sarebbe troppo lungo da spiegare..ho una concezione tutta mia per queste cose)..bene..incamerato questo io e Ary andiamo a cambiarci..le donne richiedono più tempo..;P..ci fanno entrare in studio..prove andate malissimo..ma è sempre così..come nei concerti che faccio..se la prova generale viene una merda è “sicuro” che l’esibizione viene una bomba..e così è stato..

Carlo ci viene a salutare..gentile..carino..davvero una sorpresa..sono rimasta così *_____*..è un giovincello semplice (così a primo impatto), una persona con la quale mi verrebbe voglia di parlare per ore..a poterlo fare..;)..buhahahahahahaha..il programma va benissimo..l’uccellone di YOUR NOISE è assolutamente nella mia top ten di cose “molto molto carine”..portarlo a casa e passare inosservati era un bel problema..gettato la spugna sulla mia operazione alla LUPIN aspettiamo che finisca il programma, visto che possiamo, e poi ci facciamo una bella foto con Carlo seduto sul CESSO IMBOTTITO..comodo sicuro..le mie chiappe regali ci stavamo bene..;)..ci mettiamo d’accordo per le ultime cose..e..si riparte..trattengo a forza le lacrime in treno..

ovviamente le canzoni a random nel lettore (la prima parola che ho scritto sbagliando era “lettone”..ah signor!) sono ovviamente, casualmente (davvero eh!) quelle che preferisco..e quindi sono li li per piangere..ma tranquilli..succede spesso..direi che qui si conclude la prima sessione si week end a Milano..un ricordo bellissimo..alla fine che si fa con queste cose?..

la speranza è quel qualcosa che fa andare avanti noi comuni mortali..e io spererò fino a quando potrò che il mio cassetto prima o poi si apra..e che uno di quei sogni che ci sono dentro possa uscire a sgranchirsi le gambe..a me basta davvero poco..davanti all’e-mail di invito di MTV sono rimasta così O_O per un paio di minuti (e non era perché la connessione della facoltà non funzionava e quindi non potevo cambiare pagina)..ero in estasi..ma uff..io queste cose non so se devo dirle..ma va beh facciamolo!..non è la passione per lo spettacolo..non è quello..è per il poter conoscere tanta gente..per le relazioni che si creano..per il poter fare tante tante cose..e qui si parla di musica..quindi mi inchino..un lavoro come quello è un sogno con la S maiuscola..c’è qualcuno a cui non frega un cazzo e ci arriva comunque..e quelli che ci sperano con tutto il cuore neanche se vendono l’anima non ci arrivano..sono una sognatrice..Shakespeare diceva che noi uomini siamo fatti della stessa sostanza dei sogni..

eccomi..




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