06
Nov
09

TIM BURTON, welcome to MOMA.

Eventually! Tim Burton al MOMA a New York (qui la pagina dell’exhibition).

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dal 22 novembre al 26 aprile 2010, il museo di arte moderna più famoso d’America ospiterà oltre 700 tra disegni, storyboard, dipinti realizzati in quasi trent’anni di carriera. le opere sono concepite come tali e non come materiali preparatori ai suoi film.

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la tecnica è la sua, potrebbero sembrare solo schizzi, in realtà non lo sono.

…e facciamo anche che me la tiro nera: ad aprile dovrei volare a NYC e se non ce la facessi sapere che mi potrei perdere pure la mostra del buon Tim (inversamente potrei dire: vado a NY e mi becco pure la mostra! wow!), beh un po’ mi tira il culo.

 

03
Nov
09

The HILLS are made of MONEY.

non è uno scandalo guardare The Hills  su MTV.

ammetto che non sono stata costante nella visione degli episodi, ho recuperato ultimamente.

perchè lo guardo? ogni telefilm ha un motivo per essere guardato; (questi Telefilm sono quelli che interessano a me -sperando di beccarli quasi tutti- e sono in ordine alfabetico):

è un po’ come quando si guarda Alias per Jack Bristow, Ally McBeal per Fish e i trip, A-Team per il tenente Templeton “Sberla” Peck e il sigaro di Hannibal, Baywatch/Baywatch Australia per le tette -tutti lo guardavamo per le tette, Beautiful per Spectra e i cattivi, Beverly Hills 90210 per Dylan, Buffy per Angel e Rupert, Californication per le figure di merda di Hank Moody, Colombo per -a causa di- mia mamma, CSI – Scena del Crimine per Nick Stokes, CSI:Miami per Horatio Caine, CSI:NY per Danny Messer, Dawson’s Creek per i maglioni della Potter, Pacey e i capelli di Dawson, Dexter per Dexter Morgan, Dr. House per la mazza di Dr. House, E.R. per Ross prima e per Carter poi, Flipper per il Dott. Keith “Bud” Ricks, Friends per Chandler e gli appartamenti, Genitori in blue jeans per Jason (il papà di Robin Thicke) e Mike, Greek per Evan Chambers, Grey’s Anatomy per Mc Steamy, Happy Days per Ralph Malph, ovviamente per Fonzarelli e per il sergente della Signora in Giallo, Hope&Faith per le figure di merda di Faith Fairfield, Il mio amico Ultraman per le bombolette e Andrew,  J.A.G. per Harmond Rabb, Kebab for Breakfast per i coniglietti, La Tata per il ciuffo bianco di Maxwell Sheffield, il marsupio di Yetta e la cattiverie di Niles, Less Than Perfect per Jeb Denton, Little Britain per Margareth, Lolle per Sven Ehlers, MacGyver per gli infiniti modi di usare un coltellino svizzero -altro che usarlo per andare a funghi, Magnum P.I. per le camicie di Tom, Miami Vice per Don (quand’era bello), NCIS per Jethro Gibbs e Tony DiNozzo, Nip/Tuck per Christian Troy, The O.C. per la droga, i vestiti, i posti e la vita facile, Pacific Blue per il Ten. Anthony Palermo, Pappa e Ciccia per Darlene, Power Rangers per quello rosso -Jason Lee Scott- l’attore fa film porno-gay ora da quello che so, Reaper per il Diavolo, Relic Hunter per Nigel Bailey e per vedere loro due che si baciano, I Robinson per Cliff e Denise, Roswell per Michael Guerin, Scrubs per Bob Kelso, Settimo Cielo per Matt Camden prima e per Ben e Kevin Kinkirk, Sex and the City per Big, la sigla e la City, La Signora in giallo per i vestiti di Jessica e i suoi sguardi per Amos, Six Feet Under per la sigla e la puzza di morto, Starsky e Hutch per la macchina e il loro guardaroba, Super Vicki per Ted e Joan, Tequila e Bonetti per il Detective Bonetti, The Big Bang Theory per Sheldon quando bussa alla porta di Penny, Walker Texas Ranger per la sigla -e basta-, Will&Grace per la cattiveria di Karen Walker (ringrazio chi ha composto la sigla perchè è da anni la mia suoneria), Willy il Principe di Bel Air per Carlton Banks, X-Files per Fox Mulder, Xena – Principessa Guerriera per le scene in cui ballano.

arriviamo a The Hills, scintilla che ha fatto sì che scrivessi questo post. io e Ilary ci scervelliamo cercando di capire perchè queste giovincelle e questi giovincelli fanno quella vita. alcuni lavorano ma perchè è sempre per qualcosa di fighissimo ed è sempre per finta? come fanno a far perdere tempo alla gente così spudoratamente?

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pagandoli così:

Lauren Conrad – $125,000 per episode (her contract also stated that nobody on The Hills could make more than her)
Kristin Cavallari – $90,000 per episode
Heidi Montag – $100,000 per episode
Audrina Patridge – $100,000 per episode
Lauren “Lo” Bosworth – $100,000 per episode
Spencer Pratt – $65,000 per episode
Brody Jenner – $45,000 per episode

(fonte)

non lo sapevo quanto prendessero. non che mi cambi qualcosa saperlo, ma ora ho capito quanti soldi girano. non capisco le critiche, come se prendessero solo loro così e solo loro non facessero un cazzo dalla mattina alla sera.

dai, non mi dispiace. è fondamentalmente il sogno di un sacco di persone. loro lavorano nella moda e organizzano eventi a Hollywood, a me personalmente non dispiacerebbe affatto farlo. in linea di massima non son manco belli e maledetti (apparte Justin), son belli e basta. non sono interessantissimi nè sotto il punto di vista caratteriale nè per le vicende di cui sono protagonisti, la cosa incuriosisce un po’ perchè fatto in modo da sembrare la vita loro, stile reality show. un po’ di lacrime, qualche Chanel regalata per il compleanno e il pubblico è rapito.

non sono pronta per il cambio di protagonisti, vi avverto. sono una che si affeziona e il cambiamento su queste cose mi turba.

ah, Lauren, sei la migliore di tutte. tu e Whitney.

02
Nov
09

around YOU.

c’è gente che si dichiara innamorata, gente che si annoia, gente che sbaglia, gente da tumbleraggio violento, gente che non parla ma fa parlare di sè, gente che sta un pochino male, gente che cambia, gente che scrive cazzate, gente puttana (prendetelo come termine unisex), gente che si fidanza, gente che ci prova, gente che fa finta di niente, gente gentile, gente bella, gente bellissima, gente brutta, gente bruttissima, gente brizzolata, gente da birra, gente parlante, gente sognante, gente chiamante, gente velata, gente troppo esposta, gente che si commenta da sola, gente da una notte, gente da tutta la vita, gente di cui ci vorremmo innamorare, gente che vorremmo si innamorasse, gente che non conosciamo, gente colorata, gente con gli occhiali, gente con la sciarpa, gente da confraternita, gente da foto, gente da passeggio, gente da salotto, gente con cui parlare, gente con cui ridere, gente da bicchiere di vino.

non ci state capendo niente? associate quello che scrivo a quello che volete. tenetevelo per voi.

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[nessuno è stato maltrattato durante la realizzazione di questa foto. solo del dentifricio. ci vuole creatività in queste cose -tutto quello che potevate immginare in realtà non è]

28
Ott
09

STREET view #01.

His name is Elbow-Toe. ed è l’ennesima scoperta per me.

fa parte del Wooster Collective, una grande crew di Soho che si prodiga per la libertà nella street art. street art, l’arte nei luoghi pubblici. spesso illegale. non parlo di imbrattare muri, parlo di arte (che ha comunque un significato troppo vasto).

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a livello tecnico si serve normalmente della xilografia, dello stencil e realizza grandi disegni con la carbonella. utilizza gli spazi pubblici come palcoscenici per mettere in scena momenti privati. è uno stile unico, decisamente poco invasivo.

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citazioni tratte dalle favole per bambini, titoli ad effetto e quasi concettualmente elaborati.

queste cose mi colpiscono. sono arte, ed è l’arte che “sta bene” con la città. ci convive e mi rende paranoica, perchè molte volte non si fa notare e solo un buon occhio la riconosce.

che la caccia al tesoro abbia inizio.

19
Ott
09

WEEKEND – tyler shields.

l’ho scoperto con Zachary Quinto. e da li non l’ho più lasciato. mi piace leggere il suo blog, non ci scrive granchè, ma sono pezzi di vita e li ritengo importanti. sì per farmi i cazzi suoi.

li conclude tutti con una domanda. prima o poi rispondo pure io.

per ora vi agevolo le ultime foto sue che mi hanno colpito, sono ambigue e allo stesso tempo divertenti. secondo me.

non voglio commenti scadenti sui richiami sessuali.

il suo portfolio è molto interessante e vi invito a dargli un’occhiata.

la fotografia è già una tecnica affascinante per conto suo, vedere in quanti modi può essere utilizzata, manipolata e modellata è assolutamente fantastico.lui è molto particolare, a tratti strano -se strano me lo passate come termine.

foto come queste qui sopra, come ritratti di modelle stratosferiche, come di paesaggi wannabe incantati, come di qualsiasi cosa vogliate e rispecchi i vostri gusti estetici, hanno qualcosa di speciale che le rende belle al nostro sguardo (anche se uno può essere più o meno sensibile alla bellezza). non c’è qualcosa di bello o brutto in maniera assoluta. emmenomale.

aspiranti fotografi (se è una passione, un pò come la mia) ci vuole occhio. la frase “son tutti capaci a -fare- una foto così” è fastidiosissima. non è vero.

15
Ott
09

terrific! [it's all about ART]

ci sono situazioni e situazioni, che provocano nelle persone certe sensazioni, emozioni. queste sono diverse per ognuno di noi, estremamente soggettive, magari si assomigliano, ma certamente si differenziano per alcune sfumature.

la decisione di vivere determinate esperienze  spesse volte fa sì che noi scegliamo la/le persone con cui vogliamo condividerle:  le scegliamo perchè, a nostro avviso, ci sono vicine, le sentiamo predisposte. un po’ come noi.

questa è stata la volta dell’arte. quella moderna, se vogliamo. non c’erano Monet o Picasso, niente santi o zattere trasportanti gente morente. imaginando l’andazzo della giornata, come dicevo prima, la “richiesta di accompagnamento” la fai a qualcuno che sai che 1)non ti ride in faccia, e c’è gente che lo fa; 2) sai che non si annoierebbe; 3) sai che non chiede “quando arriviamo”, “quanto manca” ogni 5 minuti e via discorrendo.

io l’ho vissuta con mia sorella, una delle poche persone che conosco a cui sono certa piaccia l’arte in tutte (quasi) le sue forme; se non altro è aperta a diverse tipologie di applicazione.

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di cose che provocavano un certo turbamento ce n’erano; molte cose erano “nascoste”, che per capire che erano opere d’arte dovevi essere bravo davvero,  perchè erano sparpagliate qua e la; bellissimo l’Arsenale; un altro mondo i Giardini; da sogno il bookshop (perdonatemi, son veniale -ho lasciato un calendario, opera di un qualche designer penso, a causa dei 96euro segnati sul cartellino-);  installazioni apparentemente insensate, video di animali morti e di gente che si lava le mani, bambole paranoiche e luci incredibili.

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è arte, non la si deve spiegare, la devi sentire e quello che senti va bene. tutto funzionava così questa volta, artisti che volontariamente utilizzavano la propria arte per abbracciare lo spettatore.

tanto alla fine la capisce solo chi la fa.

[per chi c'è stato fenomenale la parte dei Giardini: le case degli omicidi dei paesi nordici, il padiglione della francia quello che ho sentito di più, bella l'australia, l'uruguay, il venezuela, la polonia e gli USA.] -ve li racconterei pure, ma sarebbe inutile- davvero.

06
Ott
09

315 km circa.

la gente mi prende per il culo quando dico che agli eventi social fino adesso di social ho fatto ben poco.

mi spiego:

1. pur bazzicando qua e la in rete, incontrare così tante persone (che normalmente non incontro) tutte in una volta è complicato. per chi mi conosce potrebbe sembrare strano, perchè avere tante persone -sconosciute o pseudoconosciute che ti parlano-che ti riconoscono-che si ricordano quello che scrivi (tutto!)- intorno solitamente non è affatto un problema per me. anzi, mi fa piacere. ma succede.

2. un’altro problema è che non so veramente che impressione hanno di me on-line, non so se le persone interpetano quello che scrivo nel modo giusto, non so che reazioni potrebbero avere incontrandomi; potrebbero esserne felici, infastiditi, indifferenti, e le ultime due non mi piacciono se dovute (perchè altri motivi non potrebbero esserci) a incomprensioni virtuali.

3. il perchè la pensi in questo modo è probabilmente perchè sono ancora una novellina per queste cose: ci sono molti aspetti di me che sono under construction. sono ancora un po’ ibrido di questo mondo, sono un po’ di tutto, un’accozzaglia. ma va anche bene così.

4. in più non mi aspetto minimamente che le persone mi riconoscano, ma succede ed è una cosa che continua a stupirmi e a farmi enormemente piacere.

ma dopo tutti questi dubbi, ammetto che lo scorso fine settimana il Blogfest è stato la prima occasione (dopo altri Camp e “roba social”) in cui mi sono veramente divertita perchè:

1. in primis ero rilassata (non c’era l’agitazione da mucchione);

2. ero felice di ritrovare tot persone che già conoscevo;

3. ero curiosa di conoscere tot persone con cui parlavo on-line ma che non avevo ancora incontrato prima.

sono ritornata felice di aver spuntato questi punti della to-do list e di aver aggiunto alla lista un tot di persone nuove di pacca.

ringrazio tutti quelli che mi hanno dedicato un sorriso, un buongiorno o una buonanotte. qualcuno è diventato più speciale, qualcuno ha guadagnato un tot di punti, qualcuno ne ha persi -ma nessuno è sceso sotto lo 0.

LIKE per alcuni commenti post-camp. sono stati davvero carini, in primis Beggi, khenzo e Fran. **

LIKE per Lawrence e Davide con cui ho trascorso praticamente tutto il weekend.

LIKE per quelle cose che non sono più prettamente virtuali. [ma nemmeno (aimè) totalmente reali]

LIKE per alcuni “ballerini del sabato sera”.

LIKE alle presentazioni dopo un giorno intero di chiacchiere.

LIKE a quelli che non ho nominato ma sanno che se lo beccano comunque.

insomma, tanti LIKE quanti ne avevo nella borsa, e vi ricordo che sono andata a prenderli per 2 volte con la scusa che la prima volta li avevo persi.

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certe volte sono proprio contenta di farmi riconoscere.

ah. ps. non ho cazzeggiato tutto il tempo sui Fatboy, sono passata dalle foto all’erotica, dal vino alle mamme. ;)

06
Ott
09

io viaggio GLAMOUR.

non starò di certo qui ad elencarvi le centinaia di cose che appena vedete vi fanno partire un trip e vi ritrovate a ripercorrere un determinato momento della vostra infanzia.

ma una sì.

bambine all’ascolto è arrivato il nuovo camper della Barbie. Barbie Glamour Camper, eccovi lo spot

evito qualsiasi commento sul jingle.cover.wannabe.degli.aqua (nella versione in italiano è proprio la canzone degli Aqua – Barbie Girl). ma va beh. a quanto pare questo Camper.super.figo ha tutto. e quando dico tutto, intendo tutto (abituata alla versione degli anni ‘90 che avrò modo di presentarvi).

Barbie, come tutti sanno, non teme la vita all’aria aperta, ma per evitare attacchi di isterismo, il camper è stato dotato di n.1 stanza estraibile. 3 pareti su 4 di rete antizanzare utilizzabile come meglio credete. di lampadario munita in questa stanza Barbie mi sa che ci dorme e ci mangia. Volesse sperimentare (davvero) una notte sotto le stelle, assieme al camper, senza alcuna aggiunta di prezzo, avrete un comodo sacco a pelo. affarone signore.

cucina super attrezzata, bagno idem, bottoni da schiacciare alla rinfusa che riproducono suoni di rane, aria aperta, sciacquone e qualcosa che sfrigola sul fornello. sul frigo c’è già il numero dell’arrotino universale per ogni evenienza.

Barbie ha i marshmallow, il fuoco finto e il box-doccia; lo schermo piatto, una Asahi Pentax ESII del 1973, birre a nastro e tante figlie quanti amici.

visto che l’ho trovato agevolo il tutorial, se così vogliamo chiamarlo

sicuramente disporrà anche di stoviglie potenzialmente infinite, cibo finto e quant’altro. cose che a me duravano una giornata, la prima. il giorno dopo, ritirando fuori tutto già mancava qualcosa. sgridata regolarmente per avere (a detta dei miei genitori) poca cura per i miei giocattoli, regolarmente non sapevo cosa rispondere, non avevo animali domestici (allora) a cui poter dare la colpa.

io avevo questo

rosa, non bianco. più che un camper sembrava un transformer. o volevi dormire all’aria aperta o ti veniva voglia di dormire all’aria aperta (sopra la branda noterete tre buchi), per far dormire la tua Barbie sul letto/divano per prima cosa dovevi accanirti contro tua cugina più piccola per accaparrarti il posto e successivamente stenderla/incastrarla (la bambola, non tua cugina) con la testa nel microonde, se volevi mangiare riparata dalle interperie non potevi a prescindere, se non mettevi bene i cavalletti sotto la “veranda” succedeva che si infrociava tutto per terra, se volevi compagnia chissenefrega, spazio per 2 persone non ce n’era.

la parte davanti si staccava e usciva un comodo Pick-up, oddio comodo. noi si lottava contro lo spazio per farci entrare Ken al posto di guida e Barbie dall’altra parte. gambe dritte e braccia incastrate dentro il volante. probabilmente il volante quello nuovo nemmeno ce l’ha.

quindi avrete capito che di cool aveva ben poco.

che avventure. grazie Camper non Glamour della Barbie. grazie per avermi insegnato ad essere umile e asociale.

e grazie soprattutto alla Barbie, per avermi fatto capire che il colore fuxia mi da veramente fastidio.

28
Set
09

come quando un BIMBO scopre qualcosa di NUOVO.

ho vissuto 3 fasi facendo l’università:

la prima: inizi e vedi la fine più lontana che mai. ma non te ne frega una mazza;

la seconda: sei esattamente a metà, ti guardi indietro e ti senti come se avessi vinto la guerra dalla soddisfazione che ti senti addosso. il giorno dopo l’esatta metà scopri che era una battaglia. e basta;

la terza: ultima firma sull’ultimo verbale. e non te ne accorgi nemmeno, o quasi.

[possibile quarta quando veramente finirò]

e non è niente eh.

ho scoperto che mi piace traslocare. sia l’atto di sistemarsi sia in quello di levare le tende. voltandomi a guardare entrambe le stanze che mi hanno ospitata (o io ho ospitato loro?) l’unico pensiero è sempre stato: “con me si stava meglio, le mancherò”. quelle stanze ne hanno passate tante. diciamo che sono stati anni intensi. e non siate maliziosi. solo un pò.

ho scoperto che so cucinare, e anche bene se mi impegno. sono brava io e sono brava a coordinare il lavoro altrui nel tagliare le verdure.

ho scoperto che stare da sola non mi dispiace affatto. “dove sei?” . “a Pesaro!” [passeggiando in Parco Sempione ]

ho scoperto che non sono brava con le relazioni a distanza. no, non mi mancavi.

ho scoperto che sono una donna (quasi) da sposare. non rompo, sorrido, ma sono un pò troppo invasiva per quanto riguarda l’oggettistica varia che lascio in giro.

ho scoperto anche la nostalgia. perchè ogni tanto ne soffro pure io.

ho scoperto che so mancare. e tanto.

dai, ne ho scoperte molte altre e di alcune si potrebbe dire “seee, hai scoperto l’acqua calda!”. ma va beh.

quindi? quindi devo trovare casa al più presto. conclusione più che ovvia. se qualcuno mi volesse a casa sua lo esterni. accetto proposte di trasferimento.

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11
Set
09

26#20 [speciale RomagnaCamp09]

perchè il romagnacamp—>

1. è un “Miriam sei arrivata tu e si è fatto tutto grigio e brutto, dicono verrà a piovere”.

2. è cercare di non piangere di felicità. strano che mi venga da piangere.

3. è ritrovarsi con i piedi asciutti e i jeans bagnati.

4. è vento, sabbia negli occhi e mani zozze.

5. è prendere a panzate la gente per avvicinare il Poke.

6. è camminare birra e sigaretta in mano, incrociando sguardi e sorridendo a caso.

7. è un lavoro duro di lettura badge (stavolta poco, ammetto).

8. è saltare il pranzo, prendersi una piadeina alle 4:00 di pomeriggio e cominciare a smerciarla alle 4:03.

9. è ritrovarsi su un ponticciolo e dire: “quando tocco il ferro mi viene da fare la scossa!” e Diego subito: “Scossaaa!!”. io intendevo che mi inquieta perchè credo sempre di prendere la scossa. abbiamo riso per mezz’ora.

10. sono 2 giorni (+ i 3 sucessivi) con una deliziosa voce metrosexual.

11. è addocchiare un surfista dalla muta/lupetto color salmone. azzardare che sia un incapace, sentirmi dire: “Daaai! non essere cattiva” e alla fine avere la conferma che avevo ragione.

12. è un cappello. un po’ grande ma carino.

13. è parcheggiare la macchina pulita e ritrovarla sporca. maledetta sabbia volante.

14. è attaccarsi a koala alla gamba di Edo e farsi coccolare.

15. è una camera d’albergo e un lettone sul quale ti tuffi a 4 di spade grattandoti gli occhi e contemporaneamente svestendoti non volendo aspettare oltre per la doccia.

16. è passeggiare sul pontile (pontile?) e voler fermare il tempo per un po’, un attimino solo.

17. è piazzarsi sulla sabbia in jeans e maglietta in presunta comodità. ma si stava meglio grazie a te.

18. è un infarto nel vedere un adesivo di Mozilla attaccato alla borsa di pelle °°.

19. è innamorarsi (in senso buono) del piccolo Jacona.

20. sono foto scattate a caso apettando che il cameriere ballerino ti porti da mangiare.

21. è ricordarsi di avere una Moleskine.

22. è “cazzo, ho un litro di acqua in macchina e mi tocca bere birra”. mannaggia uh?.

23. è avere un nuovo contatto su FB. era nella to-do list. complimenti per i miei occhiali.

24. è pietrificarsi a 10 metri di distanza dalle tue scarpe che stanno per essere sommerse da un’onda poco anomala. sei tu pirla ad averle lasciate li.

25. è una domenica in spiaggia.

26. è ringraziare per le nuove chiacchiere:

candy 3898137684_5ed9789859, khenzo 3898138960_fc43f81e7a, mucio 3898141358_ea69b00434 per averla assecondata sulla pista da ballo,

stark L'alter ego di Zio Bonino che deve ringraziare me per avergli fatto da cuscino, paola 3898120614_4e70c7a94c in particolare per l’abbraccio salato/bagnato e ste .

[ce ne sono altri per le nuove chiacchiere (uh! Beggi!) e vi ringrazio tutti]

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:)




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